Lettori miei cari, eccomi alla mia prima intervista!
Si tratta di Rebecca Domino, autrice di "La mia amica ebrea" e di "Fino all'ultimo respiro" (Recensione qui )
Iniziamo :D (Oddio, che emozione *-*)
- Innanzittutto Rebecca, parlaci di te: cosa fai, cosa hai fatto,quali sono le tue passioni, oltre la scrittura ovviamente?
Ho 29 anni, abito in Toscana e la mia passione, oltre alla scrittura, e' viaggiare. Mi piacciono le cose semplici, stare con le persone che amo, andare al mare...
- E come e quando ti sei avvicinata ai libri e alla scrittura?
Ho cominciato a scrivere quando andavo alle scuole elementari e nello stesso periodo mi sono appassionata alla lettura. Ho continuato a scrivere dei romanzi, prima brevi poi sempre piu' lunghi, fino a dopo la scuola superiore, a quel punto volevo lavorare in teatro e quindi mi sono concentrata su quello, mettendo da parte la scrittura. Ho vissuto a Londra per un anno proprio per cercare di realizzare il mio sogno di recitare, ho fatto qualche esperienza nell'ambiente e ho capito che in fondo non mi piaceva davvero, quindi sono tornata alla mia passione iniziale, la scrittura
- E hai qualche genere in particolare che ti attrae quando entri in libreria?Vai dritta verso un reparto o giri per gli scaffali senza una meta precisa?
Di solito cerco le storie vere, o storie che avrebbero potuto essere vere. M'interessano gli argomenti di cui si parla poco, le storie cariche di pathos e mi piacciono anche i romanzi vittoriani, comunque di solito girovago per la libreria prendendo in mano tutti i libri che mi attirano per titolo o copertina, poi leggo la trama e li sfoglio...
- Hai detto di essere stata a Londra: questo anno di esperienza ti ha insegnato che Londra non va vista ma vissuta, come hanno imparato le nostre care protagoniste di " fino all'ultimo respiro"?
- Andare a Londra è un mio sogno nel cassetto; quali altri posti hai girato?
- Fantastico! Sia tu che tua sorella Sofia siete scrittrici, che rapporto avete tra voi?
- Si, credo proprio di si, è fondamentale avere qualcuno accanto che ti capisca e ti supporta. aiuta a crescere!Ora che ti ho conosciuta meglio, passiamo al libro, con una domanda che sicuramente ti avranno fatto tutti: perchè questo tema cosi importante e delicato?
- Ed ecco qui che hai risposto anche ad un'altra domanda che avevo in mente, cioè se l'idea dell'iniziativa benefica (per cui ti ammiro molto) è venuta già all'inizio o se è nata mentre ricercavi notizie. Hai mai conosciuto personalmente persone malate di cancro?
Conosco delle persone adulte che hanno avuto il cancro e che sono sopravvissute, mentre ne conoscevo altre - anche queste adulte - che purtroppo hanno perso la loro battaglia. Non ho mai conosciuto di persona dei giovani con il cancro ma sono in contatto con alcuni ragazzi e ragazze, sia italiani sia stranieri, per via del mio progetto "Adolescenti e cancro". Non e' come conoscerli di persona, naturalmente, pero' con alcuni di loro ci sentiamo spesso e parliamo di tutto: dalle nostre passioni, a cosa facciamo quotidianamente, ai progetti per il futuro...
- Entrambe le protagoniste del libro hanno un carattere forte e coraggioso, ma non di quelli "finti" senza macchie e senza paure, ma umani, che hanno vacillato di fronte a questi problemi più grandi di loro. Ti sei ispirata a qualcuna delle tue conoscenze in particolare quando descrivevi questi personaggi?
- E invece per quanto riguarda Neil ( per cui fonderei un fan club) e Scott? Anche loro sono personaggi totalmente inventati? (Ti prego dimmi che Neil esiste davvero *-*)
- Chissà se ci sarà una piccola Coleen!! Un'ultima domanda: hai altri progetti in mente?
- Ah.. aspetta.. Ma Jock e Malina come stanno?
Jock cerca di continuare a farsi forza e pian piano anche Malina, secondo me, ci riuscira'... perdere un figlio dev'essere un'esperienza terribile e penso che anche se una persona fa di tutto per continuare ad andare avanti, quel dolore e' sempre dentro. Sai, l'anno scorso e' morta una ragazza di un anno piu' piccola di me (aveva 28 anni ancora da compiere) che conoscevo di vista e abitava qui vicino con la sua famiglia, non e' morta di cancro, e' nata con dei problemi alle gambe ma ha sempre combattuto con operazioni ecc, un giorno come un altro le e' "scoppiato il cervello" cosi' hanno detto i dottori ed e' morta dopo un anno e mezzo di coma... vedo sua nonna quasi ogni giorno, spesso vedo anche suo padre e suo fratello gemello, questo continua con la sua vita cercando lavoro all'estero, la nonna ha altre nipoti piccole di cui occuparsi e il padre lavora come insegnante fra i ragazzi... ma spesso se guardi negli occhi di sua nonna, che l'ha cresciuta come una madre, vedi quel qualcosa che non saprei spiegare a parole... ho preso ispirazione anche da questa vicenda soprattutto per il funerale di Coleen, quelle sono un po' le sensazioni che ho avuto io al funerale di Debora (questo era il nome della ragazza); nonostante la tristezza e il dolore c'era qualcosa di... sereno... non so se mi sono spiegata bene...
- Si, chiarissima! Purtroppo il dolore dei genitori per la perdita di un figlio è un qualcosa di inspiegabile, fuori natura..Grazie di tutto Rebecca e in bocca al lupo per il futuro!!!
Grazie mille per la bellissima intervista!


