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mercoledì 1 ottobre 2014

Recensione - L'amore mi perseguita, Federica Bosco

Buon primo pomeriggio di Ottobre miei cari lettori,
finalmente eccomi qui che riesco a scrivervi questa recensione ;) 
Si tratta di un romanzo rosa di Federica Bosco, "L'amore mi perseguita".
I romanzi rosa, come forse vi ho già detto, non sono il mio genere, ma li prediligo quando sono di certi umori, in cui ho bisogno di immergermi in qualcosa che mi distragga e mi allieti la giornata.. Ed ecco che ho deciso di leggere questo libro, che mi ha positivamente sorpresa! Ma ora, bando alle ciance (si dice da voi?), inizio!

Copertina:



Trama:

Di cosa si parla? Di Monica, una 32enne che dopo varie delusioni in amore decide di puntare sulla carriera e di tornare a New York per ricominciare tutto da capo. Ma chiudere il passato dietro una porta non è così semplice, e Monica non crede di farcela, non crede di avere abbastanza forza.. Ma forse non si conosce abbastanza bene, e non sa che è capace di affrontare tutto con il suo coraggio e la sua ironia, sempre pronti!

Giudizio:

Come detto mi ha sorpresa. Perchè non è "banale" come credevo. [Sia chiaro, quando uso il termine "banale" non voglio essere offensiva, mi riferisco a quelle storie ovvie, che sai già come andranno a finire.]
In questo caso il finale lo avevo supposto bene ma devo ammettere che mi è piaciuto molto come Federica sia arrivata a questo finale, mi è piaciuto molto il percorso della cara Monica, che forse ha un po' di tutte noi.
Chi non ha mai sofferto di mal d'amore? Chi non è mai stata sedotta e abbandonata? Chi non ha mai pianificato la vendetta perfetta per chi vi ha spezzato il cuore(poi ognuno ha valutato se metterla in atto o meno)? Chi non si è mai fatta una ragione della strada presa poi dal proprio ex? Chi non ha mai vissuto tutto ciò?

Certo che quando l’amore finisce fa sempre un male pazzesco. Non c’è una volta in cui si soffre più di tutte le altre, in cui si prova un livello di sofferenza oltre il quale non si può andare, un limite che non toccherai più; ogni volta sei sempre più devastato dal dolore, dalla solitudine, dal panico e dalla disgustosa sensazione di abbandono che ti piomba addosso appena realizzi che lui non ti appartiene più, che non esiste più un noi e che è finita per sempre. Lui tornerà a essere un estraneo dopo che avrete fuso le vostre vite in una sola, vi sarete confidati i segreti più nascosti e avrete abbattuto il muro di qualunque pudore. Sarete due estranei anche se conoscete il ritmo del vostro sonno, i vostri odori, le vostre abitudini e i vostri schemi…. E tutto questo quando dopo lungo esitare ti eri detta: “Ma sì, questa volta mi butto”, ed ecco che, a metà del tuffo, ti accorgi che la piscina è vuota e ti frantumi sul fondo.

E io credo che l'aver provato ciò che ha provato Monica ci avvicina al personaggio, ci fa capire i suoi punti di vista. 
E poi ragazze, donne.. La forza che abbiamo dentro.. è immensa! E Monica ce lo dimostra! Il carattere, il coraggio, vuoi o non vuoi ce l'abbiamo dentro e nelle difficoltà dobbiamo saperlo tirar fuori! Non bisogna scoraggiarsi, non bisogna arrendersi, le soluzioni ci sono: troviamole.

Federica poi ha un modo di scrivere molto scorrevole, ti trasporta nella mente della protagonista, e ti fa arrivare all'ultima pagina senza che tu te ne accorga!!

Consigliatissimo a tutte le donne che cercano uno sprint in più, a chi ha solo bisogno di leggere qualcosa che porti un sorriso, o chi ha voglia semplicemente di leggere, davvero, non è affatto male :P 

Buone letture, 
S.

lunedì 29 settembre 2014

Recensione - Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon

Buongiorno lettori cari, 
sono finalmente rientrata a pieno regime (spero) e quindi ne approfitto per far tutto ciò che ho tralasciato in questi giorni! 
Partiamo dalla recensione di "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte", un libro che avevo già letto anni fa: era stato dato a mia sorella per un esame, e una volta fatto me lo prestò.
 Ricordavo che mi era piaciuto, ma avevo dubbi sulla trama.. Anzi, non la ricordavo per nulla. Il bello della mia scarsa memoria è che anche se rileggo lo stesso libro, ogni volta è come se fosse la prima :P 
Si tratta di un romanzo giallo moolto particolare.. Iniziamo subito!!

Copertina:


Trama:

La voce narrante di questo libro è Christoper Boone, un ragazzo di 15 anni affetto da una forma di autismo, la sindrome di Asperger, che vive a Swindon, vicino Londra.
Il nostro narratore ha grandi capacità logico matematiche, ha una memoria di ferro, ma ha difficoltà nel costruire relazioni sociali ed odia il giallo e il marrone. 
Una notte, durante le sue passeggiate notturne scopre che Wellington, il cane della vicina, è stato ucciso con un forcone. Allora decide di iniziare ad indagare su questo caso come il suo eroe, Sherlock Holmes.


Giudizio:

Fa riflettere
Questa è la prima cosa che mi viene in mente.
La cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è che è il ragazzo a parlare.. Al contrario di "Un cuore in silenzio", in cui c'è un bambino con dei problemi, ma vengono raccontati dal punto di vista della madre, qui si "vive" il problema dal punto di vista del bambino, qui Christoper ci racconta la sua vita, il suo punto di vista, e spiega in modo del tutto ragionevole, ciò che prova e ciò che vive.
E cerca di trovare anche una ragione al nostro "strano" comportamento, che in fondo ci complichiamo la vita, anche quando non dovremmo. Secondo lui tutto si basa su delle regole matematiche.

Significa che qualche volta le cose sono talmente complicate che è impossibile prevedere come si evolveranno, ma in realtà non fanno altro che obbedire a delle regole semplicissime.

 E poi a lui piace l'astronomia e lo spazio, vorrebbe diventare un astronauta, e lo rilassa pensare alle stelle..

Riflettere su queste cose mi fa sentire piccolo piccolo,  e se uno ha qualche difficoltà nella vita è bello pensare che questi problemi possono essere definiti trascurabili, sono cioè talmente insignificanti da non essere presi in considerazione durante il calcolo.

E forse dovremmo far tutti cosi, non ha tutti i torti.. Ci sono talmente tante cose più grandi di noi, che in fondo i nostri problemi non sono cosi immensi come crediamo!! Questo ovviamente non deve portarti a trascurarli, ma ad affrontarli sotto un'altra ottica e con un'altra forza interiore, una forza che tutti abbiamo anche se non crediamo. 

Il libro è scritto molto bene, scorre, e davvero, ci sono certi colpi di scena che ti lasciano a bocca spalancata, nel vero senso della frase.. Ma non voglio anticiparvi nulla!

Lettori, davvero, leggetelo!! Super consigliato!!


Fatemi sapere che ne pensate, 
buona lettura,
S.

sabato 13 settembre 2014

Recensione - Fino all'ultimo respiro, Rebecca Domino

Toccante. 

Si cari lettori, alla fine della lettura,alla fine di queste 290 pagine se mi chiedete quale sia la prima parola che mi viene in mente su questo libro è proprio questa.
Di che libro parlo? 
Di "Fino all'ultimo respiro" di Rebecca Domino ( di cui vi ho parlato qui )

Un romanzo di questa giovane scrittrice emergente, che parla di un tema molto delicato ma di cui spesso vengono ignorati i particolari: la leucemia. Tutti sappiamo che avere la lucemia è qualcosa di brutto, ma in quanti sanno i particolari? Cosa succede, cosa devono passare loro e i propri cari, chi lo sa? La nostra Rebecca si è informata e credo sia entrata con tutte le scarpe in questo mondo che, fidatevi, non è come ve lo immaginate. 
Ma ora passiamo alla recensione!!

Copertina:


Prezzo:

Solitamente non parlo mai dei prezzi dei libri, ma di questo ve lo voglio dire: è GRATUITO. Per averlo basta mandare una mail a rebeccaromanzo@yahoo.it che te la invierà molto volentieri! E vi chiederete perchè è gratuita? Perchè la cara Rebecca vuole incoraggiare i propri lettori a fare una donazione libera e sicura sulla sua pagina raccolta fondi di Justgiving.com, per l'ente benefico "Teenage Cancer Trust". Tanto di cappello, davvero.

Info per le donazioni: 
http://rebeccadomino.blogspot.it/p/supporta-teenage-cancer-trust.html

Trama:

Allyson Boyd ha diciassette anni, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese.
 Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia, ma non vuole compassione, vuole semplicemente una vita normale, come tutte le diciassettenni del mondo. 
Nella vita di Allyson invece entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo.. Entra in una realtà sconosciuta fino ad allora.
Coleen vive la propria vita godendosi ogni singolo attimo fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene. 




Giudizio:

Allora lettori cari, partiamo dal presupposto che ero in qualche modo "partita prevenuta": ho avuto un caso di leucemia nella mia famiglia, molto stretta, e di conseguenza ho preso questo libro un po' con le pinze. 
La vita di un malato di cancro e della sua famiglia non può essere scritta in un libro, puoi essere anche lo scrittore più bravo della galassia, ma sono dolori/emozioni che sono decisamente inspiegabili! Ma devo dire che Rebecca è stata brava, si nota leggendo il libro che si è informata molto su questo mondo, ha messo molti particolari!
Una cosa che non mi è piaciuta molto è un po' il linguaggio usato, mi è sembrato ripetitivo e delle volte quasi infantile, anche se poi, riflettendo, Rebecca parla attraverso ragazze 17enni, di un piccolo paese, è normale anche non ci sia una grande maturità ( si nota infatti come sono totalmente diversi i modi di pensare tra Allyson, una 17enne che ancora deve crescere, e Coleen, una 17enne cresciuta troppo in fretta).
Ma devo dire che il libro mi ha presa tantissimo, Rebecca è riuscita a trascinarmi dentro la storia in un modo impressionante: ho letto le ultime 150 pagine tutte d'un fiato e ho versato tutte le lacrime che avevo in corpo (e non sono una che piange facilmente, riesco a trattenermi solitamente).
Riesce a farti vivere l'attesa, l'ansia, la paura delle notizie che arrivano anche da una semplice chiamata. 
Un occhio di riguardo va verso Neil, il fratellone di Allyson: mi sono semplicemente innamorata di lui *-*


Devo dire che lo consiglio vivamente!! Ripeto, chi ha vissuto storie del genere sa bene che sono cose che non si possono esprimere, ma Rebecca riesce a coinvolgere i lettori e a farti vivere le emozioni, le storie e il coraggio di tanti malati di cancro come Coleen!
Il bello di questo libro è che è un Inno alla vita , ti fa riflettere, ti fa apprezzare ciò che hai, quelle piccole cose a cui nessuno fa mai caso o cose che uno da per scontato, ma che in realtà ti riempiono di gioia e serenità e Coleen ha capito tutto ciò:

Se vivi nel momento, il tempo passerà così com'è.
E non va misurato in minuti, ore e giorni, sai?-
-E come va misurato?- chiedo.
-In respiri-.
E invece Allyson ha difficoltà a capire ciò che pensa Coleen, ma è solo arrabbiata, come credo sia normale, come credo sarei anche io, e l'unica domanda che le viene in mente è "Perchè proprio a lei?"  e infatti spesso ne parla a Coleen chiedendole
Come? Come si può avere tanta fiducia nel mondo,nel futuro, nella vita, quando questa ti ha pugnalato alle spalle?

La risposta di Coleen è piena di significato e fa tanto riflettere:
Andiamo incontro alla morte dal nostro primo vagito-
risponde Coleen, con voce roca-
ma io non ho mai pensato alla mia vita come a un insieme
di giorni che ci porterà alla morte;
la vita è la vita, una bella parentesi dell'infinito-.


Il libro è stra consigliato, davvero! Non ci sono altre parole ( anzi forse ne ho dette già abbastanza ) per descrivere questo libro! Leggetelo e capirete!!
E nel frattempo godetevi tutto quel che avete, alzate gli occhi al cielo e respirate, godetevi istante per istante la vostra vita, solo cosi possiamo sconfiggere la paura della morte.

Lettori miei fatevi mandare il libro, ne vale la pena! 

A breve arriva anche l'intervista con Rebecca :)

Buone letture,

S.